Universal, Sony e Warner Music Group sospendono le attività in Russia

Londra (Caterina Rossi) – Il mondo discografico si unisce al processo di isolamento della Russia; Universal, Sony e Warner Music Group annunciano la sospensione di tutte le loro operazioni sul suolo russo.

Sony Music Group chiede la pace in Ucraina e la fine della violenza.

Chiusura degli uffici di Universal Music Group in Russia

Warner Music Group sta sospendendo le proprie attività in Russia.

Così iniziano i comunicati stampa delle major che si impegnano invece a sostenere gli sforzi di soccorso umanitario e ad aiutare i rifugiati in difficoltà.

Il settore musicale si era esposto nel processo di boicottaggio russo già a pochi giorni dall’invasione in Ucraina escludendo la Russia dall’Eurovision Song Contest 2022 e non corrispondendo i compensi alla RAO (la società russa di raccolta di opere musicali) da parte della SIAE (l’organizzazione italiana dei diritti di esecuzione); questa manovra è stata condivisa da Spotify, PRS for Music e BMI statunitense.

 

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BMI aveva inoltre comunicato di collaborare direttamente con la CISAC (Confederazione Internazionale delle Società di Autori e Compositori) per supportare artisti e creativi in Ucraina.

La CISAC come le major ha anche predisposto un fondo per aiutare l’intera popolazione colpita dalla guerra.

Sono anche numerosi gli artisti che oltre a fare video e post a sostegno del popolo ucraino hanno annullato i propri concerti in territorio russo; anche Live Nation nelle scorse settimane ha annunciato un blocco alla produzione di festival e spettacoli musicali in Russia.

 

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Believe Music, un distributore francese molto attivo in Russia, dichiara di non avere intenzione di sospendere le attività, almeno per il momento.

La Russia è considerata un mercato musicale emergente per cui per quanto solerte non era scontata la grande rinuncia economica da parte delle major conseguente al ritiro di ogni commercio dal suolo russo.


Le major con parole e azioni chiedono la pace e la fine del conflitto.

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