
Londra (Rosita Dagh) – A Londra si è concluso questa mattina, 12 maggio, il vertice Weimar+, che ha visto riuniti i Ministri degli Esteri di Francia, Italia, Spagna, Polonia, Germania (fondatori del formato Weimar) insieme al Regno Unito come paese ospitante, e con la partecipazione della Vicepresidente della Commissione Europea. Una tavola allargata, per un’Europa che cerca coesione davanti alla tempesta geopolitica che scuote l’Est.
Al centro del dialogo, naturalmente, la guerra in Ucraina e le fragili ipotesi di pace. L’incontro è avvenuto a poche ore dalla dichiarazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha aperto alla possibilità di un faccia a faccia con Vladimir Putin in Turchia. Ma l’apertura è condizionata: serve prima un cessate il fuoco da parte della Russia, che dal canto suo ha risposto con un “sì”, ma solo se l’Occidente smetterà di sostenere militarmente Kiev.
Una proposta che il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha liquidato con fermezza e chiarezza ai microfoni di London ONE Radio:
“Noi siamo per la pace. Ma se non c’è neanche un cessate il fuoco, perché mai dovremmo smettere di aiutare l’Ucraina? Il principio è semplice: se il grande invade il piccolo, è giusto che il piccolo venga difeso. Perché ciò che difendiamo è il diritto internazionale.”
Le sanzioni contro Mosca restano un dossier aperto. Il Regno Unito ha già annunciato di volerle proseguire, ma sul fronte UE l’approccio resta cauto. Tajani ha spiegato che l’eventuale inasprimento dipenderà dall’evoluzione sul terreno:
“Se si va verso la pace, è inutile fare nuove sanzioni”, ha detto, lasciando aperta la porta alla diplomazia.
Tajani ha inoltre confermato l’impegno dell’Italia nel ricostruire l’Ucraina attraverso l’aiuto di aziende italiane che si sono oggi riunite a Verona per un primo incontro che ha gettato le basi per le fasi di ricostruzione.
Ma l’Ucraina non è stata l’unica protagonista della giornata. Al vertice si è parlato anche dell’Africa, un continente dove – ha sottolineato Tajani – Russia, Iran e Cina tentano di “occupare spazi” minacciosi per l’UE.
Nel corso del punto stampa, Tajani ha affrontato anche il delicato tema dell’immigrazione, a seguito del nuovo piano di Keir Starmer che vuole porre limiti anche all’immigrazione legale:
“Credo che sarebbe un errore” – dichiara Tajani – “È giusto, invece, lavorare affinché ci siano interscambi culturali, ponti e non muri.”
L’immigrazione sarà proprio uno dei temi centrali del prossimo summit europeo in programma a Londra il 19 maggio, dove il Regno Unito cercherà di ridisegnare i propri rapporti post Brexit con l’UE