Sanremo 2026: la scenografia è di Riccardo Bocchini

LondonONE radio Riccardo Bocchini firma la Scenografia del Festival di Sanremo

London (P.B.O) La scenografia del 76° Festival della Canzone Italiana, firmata dall’architetto Riccardo Bocchini, rompe deliberatamente gli schemi della tradizione geometrica per abbracciare un linguaggio asimmetrico e dinamico, capace di raccontare la musica contemporanea nella sua natura fluida e imprevedibile. Le linee irregolari e i volumi sbilanciati diventano strumenti narrativi, non solo scelte estetiche, dando vita a uno spazio in continua espansione che conserva armonia pur allontanandosi dai canoni classici.

Il palco si estende verso la platea e cresce in verticale, collegando galleria e orchestra, con l’obiettivo di ridurre la distanza tra artisti e pubblico. Ogni brano sarà accompagnato da configurazioni tecnologiche in grado di modificare prospettive e profondità, grazie a elementi scenici che si allungano o si comprimono.

Cuore del progetto è un boccascena architettonico e asimmetrico che avvolge palco e platea in tre grandi fasce, abbracciando l’intero teatro. Questo segno scenico trova la sua centralità nell’ingresso della scala motorizzata, svelata da un imponente sipario LED scorrevole, pensato come un momento spettacolare in linea con la grande tradizione teatrale.

LondonONE radio Riccardo Bocchini firma la Scenografia del Festival di Sanremo
LondonONE radio Riccardo Bocchini firma la Scenografia del Festival di Sanremo

Un sipario tecnologico mobile, posto al centro del fronte scena, permetterà di cambiare continuamente la fisionomia del palco. Come una melodia che non segue mai un percorso lineare, anche lo spazio scenico si trasforma, si piega e si dilata, fino a far percepire il superamento dei confini fisici dell’Ariston. L’architettura diventa così strumento al servizio dell’emozione e dell’immateriale.

Il progetto punta a trasformare il palcoscenico televisivo in un luogo di percezione totale, in perfetta sinergia con la fotografia di Mario Catapano e la regia di Maurizio Pagnussat. Luci, materiali e grafica permetteranno alla scena di mutare radicalmente, mentre le telecamere integrate nel palco offriranno una visione immersiva a 360 gradi, restituendo al pubblico un’esperienza visiva e sensoriale completa.

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