
Londra (Francesca Cardone) – Nel cuore della City, la storica Haberdashers’ Hall ha ospitato il 27 gennaio il Portfolio Tasting 2026 di Zonin1821: una delle tappe più attese del calendario professionale per sommelier, buyer, giornalisti e operatori dell’ospitalità. Una giornata pensata non solo per assaggiare, ma per “leggere” l’evoluzione del vino attraverso territori, stili e nuove esigenze di consumo.
Al banco d’assaggio 180 vini presentati da 31 produttori. Accanto ai pilastri regionali del Bel Paese, il portfolio ha esteso i suoi confini a Francia, Spagna, Sudafrica, Cile, Argentina, Nuova Zelanda e Libano, offrendo ai professionisti un colpo d’occhio sul panorama internazionale in un’unica sessione di degustazione.
Guarda qui il nostro radio-video report
Accanto alla degustazione libera, due momenti formativi hanno alzato ulteriormente il livello tecnico dell’appuntamento: masterclass guidate dal Master of Wine Christopher Burr insieme a Federica Zanghirella (UK Sommelier Association).
Il filo conduttore dell’edizione 2026 è stato chiaro: innovare senza perdere identità. A dimostrarlo, la spinta su vini a gradazione più contenuta e alternative “no alcol”, ormai entrate stabilmente nelle richieste del mercato. Zonin1821 ha presentato in anteprima una linea di spumanti alcohol-free e ha valorizzato la sua gamma Prosecco, tra cui Zonin Zero: pensato sia come base per mocktail sia come scelta per chi preferisce non bere o deve guidare, un’alternativa perfetta per chi non vuole rinunciare al piacere e alla ritualità del brindisi.

Sul tavolo, inevitabilmente, anche il capitolo sostenibilità e l’importanza dei prodotti a km 0, una risposta concreta a un contesto climatico che sta riscrivendo le regole della viticoltura.

Il Portfolio Tasting di Zonin1821 si riafferma come una tappa imprescindibile per gli addetti ai lavori: non solo una vetrina privilegiata per scoprire nuove etichette, ma soprattutto un’occasione concreta di confronto con produttori ed esperti, capace di arricchire competenze e visione. Tra un calice e l’altro, e nelle conversazioni che ne sono nate, è emersa la visione che caratterizza il gruppo: l’equilibrio tra tradizione, innovazione e attenzione alla sostenibilità.