
Londra (P.B.O) Imane Khelif, che per quanto stabilito da una commissione terza nominata dal Comitato olimpico internazionale è una donna ( ma anche per Istituto Superiore di Sanità e la scienza). Produce più testosterone di quanto facciano in media le persone di sesso femminile, ma è una donna a tutti gli effetti innanzitutto.
Khelif non la si puó considerate una donna trans, come é stato detto, ma dalle informazioni disponibili sembrerebbe essere una persona “intersex”. Il Centro di riferimento della Medicina di Genere dell’Istituto superiore di sanità (Iss) spiega che che “intersex è un termine ombrello che include tutte le variazioni innate (ovvero presenti fin dalla nascita) nelle caratteristiche del sesso, caratteristiche che non rientrano nelle tipiche nozioni dei corpi considerati femminili o maschili”, interesserebbe tra lo 0,05% e il 1,7% della popolazione. Non si tratta però di una malattia.
I tratti intersex sono visibili alla nascita, come in presenza di genitali non riconosciuti come tipicamente femminili o maschili (genitali atipici), mentre in altri casi diventano evidenti solo al momento della pubertà.
L’ignoranza di molte persone, dovrebbe far piú scandalo di tutta questa vicenda.
L’unica cosa di tutto questo, é da capire che se la categoria, e la potenza sprigionata o che ha Khelif, dovuta alla produce di più testosterone, possa essere un fattore per far cambiare, o rivalutare, le regole sportive della box o di qualsiasi altra disciplina sportiva.
L’accanimento, mediatico, il giudizio delle persone, che spesso leggono solo i titoli e giudicano per il solo sentito dire, o per quel pregiudizio ignorante, o per quell’accanimento contro i sessi, va ad innescare una bomba non tanto mediatica, ma quanto nelle pieghe nascoste della societá.
Il ritiro dopo 45 secondi di Angela Carini ( e addirittura la sua scelta di ritirarsi dalla Box), va analizzato senza pregiudizzi. Senza quei muri mentali, che coltivano odio, senza capirne la vera origine, ma solo per seguire il gregge di una societá, marcia e sotto certi aspetti, malata.
Qui non stiamo difendendo una persona rispetto ad un altra, ma proviamo a guardare le cose con obbiettivitá giornalistica, e umana.

Si addita Khelif ( che colpe non ha) per trovare un capo espiatorio in questa vicenda, che rimarrá, nella storia delle olimpiadi di Parigi e non solo.
Chi ha sbagliato? Chi l’ha fatta gareggiare in una competizione femminile? O chi la ammessa ai giochi olimopici, o chi la ammessa allo sport del pugilato?
Se avesse gareggiato, singola, nella ginnastica ritmica femminile, sarebbe scoppiato il caso? Probabilmente no. Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha scelto di ammettere Khelif ai giochi olimpici, ritenendola per quello che é, una donna, doveva state piú attento a considerare la potenza del suo corpo? Probabilmente si.
Nel pugilato, ma in ogni altra disciplima corpo a corpo, i colpi possono essere “leggeri” o molto forti. Un pugile in particolare é e deve essere abituato a prendere pugni duri, i grandi pugili sono quelli che sanno incassare molto e agire di conseguenza, come il grande Rocky Marciano o Muhammad Ali.
Carini gia aveva abbandonato alle Olimpiadi di Tokio
Non voglio giudicare la reazione della Carini, avrá sicuramente avuto le sue buone ragioni ( come aveva giá fatto alle olimpiadi di Tokio) per abbandoare l’incontro a pochi secondi dall’inizio, peró, come ha detto il suo allenatore poteva finie almeno il primo round e capire se continuare o no.
Spesso pugili, femminili e maschili, diventano maschere di sangue e non abbandonano. Probabilmente il gancio della Khelif é stato fortissimo, usano tecnica e potenza ( forse data anche di troppi ormoni maschi), ma anche se i colpi sono duri, la regola del pugilato é come quella nella vita, mai mollare fino alla fine!
Ma la polemica si accende sul Gender: Siamo tutti dottori? Scienziati o premi Nobel in genetica? Sono convinto che il 70% delle persone non sapeva nemmeno chi fosse una persona intersex, e lo ha appreso solo in queste ore.
Ma si sa, basta parlare, e dare un giudizio, e inseguire al gregge é piú facile, e comodo che ragionare e capire, leggere e studiare.