Ministro Urso all’AI safety summit” Governare con normative che mitighino i rischi come fatto da USA e UK”

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London – Dopo la riunione trilaterale di Roma sull’intelligenza artificiale, che si è svolta lunedì al Mimit tra i ministri dell’industria italiano, francese e tedesco, prende oggi il via la due giorni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso all’AI Safety Summit di Bletchey Park, evento organizzato dal Governo britannico che riunisce governi internazionali, aziende leader nel campo dell’intelligenza artificiale, esponenti della società civile ed esperti di ricerca per esaminare i rischi dell’applicazione dell’AI.

Il ministro Urso ha partecipato alle riunioni dedicate ai rischi derivanti dal cattivo uso dei modelli di AI e alle azioni dei policymaker volte alla relativa mitigazione.

“Per governare il fenomeno dell’AI” ha dichiarato nel suo intervento il ministro Urso, “occorre prevedere, come ha fatto il Presidente USA Biden e come sta avvenendo in ambito UE, normative vincolanti sui sistemi complessi che assicurino un’adeguata analisi preventiva dei rischi e di possibili attività di mitigazione, l’individuazione delle responsabilità degli attori coinvolti, il rispetto della proprietà intellettuale e della privacy”.

“Importante mi sembra anche la decisione del Primo Ministro UK Sunak di istituire un Istituto per la sicurezza delle AI” ha aggiunto.

In questo solco, ha annunciato il ministro, “l’Italia nel ruolo di Presidente del G7 2024 proporrà un salto di qualità facendo seguito a quanto ha già proposto la presidenza giapponese con l’Hiroshima Al Process per configurare il sostegno alla innovazione con le esigenze della sicurezza. L’approvazione di lunedì scorso del codice di condotta e dei principi guida per gli sviluppatori è un passo nella giusta direzione” ha affermato.

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“È, infatti, sempre più necessaria una governance globale del settore, in modo che l’innovazione tra soggetti di varia dimensione (PMI, grandi aziende) non porti a concentrare un eccessivo potere in poche organizzazioni private”. Al tempo stesso, secondo Urso, “la cooperazione internazionale nella regolamentazione dell’AI è sempre più fondamentale per evitare una frammentazione normativa che potrebbe ostacolare l’innovazione”.

Il ministro Urso si è inoltre soffermato sui rischi derivanti dallo sviluppo e dall’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, oggi sempre più avanzati, “che riducono notevolmente il livello di competenza tecnologica necessaria per svolgere attività efficaci in ambiti tecnici specifici”, aumentando quindi i rischi di un loro utilizzo malevolo. “È già accaduto” ha ricordato il ministro “che sistemi complessi abbiano mostrato di avere capacità inattese anche per chi li ha sviluppati. Alcuni scienziati si sono posti il problema di come distinguere tra un sistema che simuli il comportamento umano e uno che sia realmente cosciente”.

“Dobbiamo quindi cercare il giusto equilibrio tra innovazione e sviluppo, da un lato, e sicurezza, etica e rispetto dei diritti umani dall’altro” ha affermato Urso, ricordando come il dialogo e la collaborazione tra Stati e in particolare, “tra le democrazie che condividono i valori di libertà dell’Occidente”, siano gli elementi chiave per affrontare le sfide globali poste dall’AI e per sfruttare appieno il suo potenziale positivo”. “L’intelligenza artificiale quale moltiplicatore esponenziale dell’intelligenza naturale deve porre al centro la persona e la sua sfera di valori, secondo una visione antropocentrica” ha concluso il ministro.

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