
Londra (Rosita Dagh) – Dopo due anni di silenzio e ricerca personale, Maninni torna sulla scena musicale con “1997”, un EP che segna non solo un nuovo capitolo artistico, ma una vera e propria rinascita.
Ospite a London One Radio, l’artista ha raccontato con sincerità il suo percorso: un allontanamento necessario da una “finzione” che spesso caratterizza il mondo della musica e nella quale lui stesso si era trovato intrappolato. Una maschera che non lo rappresentava più e che lo ha portato a fermarsi, per poi ripartire con una consapevolezza diversa.
“1997”, titolo che richiama il suo anno di nascita, diventa così anche l’anno simbolico della sua rinascita artistica.
ASCOLTA E GUARDA LA NOSTRA INTERVISTA:
Il suono del nuovo progetto affonda le radici nel brit rock che ha formato Maninni. Non è un caso che la scintilla sia scattata proprio grazie a un ascolto casuale:
“Mi è bastato ascoltare un disco degli Oasis in macchina per ritornare alle origini”.
Un legame autentico con la scena britannica, rafforzato anche da un’esperienza personale intensa: lo scorso anno l’artista ha partecipato alla reunion degli Oasis al Wembley Stadium, vivendo un momento che ha definito profondamente emozionante. Durante il soggiorno londinese, durato quattro giorni, Maninni ha avuto modo di esplorare la città, rimanendo particolarmente legato all’atmosfera di Camden Town, uno dei suoi luoghi preferiti.

Il nuovo singolo “Adesso Ciao” rappresenta perfettamente la direzione sonora dell’EP. Il brano richiama le sonorità di Sam Fender, con influenze che spaziano fino ai Bleachers e a Bruce Springsteen.
Scritto in una giornata d’estate insieme a Vito Dell’Erba, nasce in modo spontaneo nello studio di Bari, mentre Maninni ascoltava in loop “Ciao” di Vasco Rossi. Il risultato è un brano che racconta un amore irrisolto: due persone che si cercano, si illudono, ma evitano di impegnarsi davvero.
Prodotto da Matteo Cantaluppi, “1997” si distingue per un approccio autentico e diretto: strumenti completamente suonati, registrazioni in presa diretta, voci incise “one take”, senza filtri né artifici.
Le influenze dichiarate richiamano nomi iconici come Blur e The Verve, simboli di un’epoca – quella degli anni ’90 – in cui le canzoni diventavano veri e propri inni generazionali.
Il disco sarà presentato al pubblico dal vivo con tre nuovi concerti in Italia: