Londra: Grandissimo successo per Matteo Bocelli al Palladium conquista tutti con la sua musica 

Londra (Phil.B.O) – L’attesa in sala é quella delle grandi occasioni e delle grandi star internazionali. Il pubblico pian piano prende posto al The London Palladium.

Un pianoforte nero si confonde con il nero delle quinte del palco. Capiamo subito che la band è composta da pochi elementi, questo vuol dire che é garantita una intimitá surreale.

Si spengono le luci, parte un applauso sui passi decisi di quattro ragazze con I loro archi in mano, poi arriva il tastierista, accordano in un attimo gli strumenti.

Ancora qualche secondo di attesa ed entra un ragazzo di 25 anni con alle spalle giá una carriera di gran rispetto, conosciuto nel mondo, dall’Italia, all’America, ma quei passi sul palco del Palladium sono importantissimi, perché é al suo primo tour mondiale. 

Sorride, si inchina per ringraziare il pubblico, si mette al piano e la magia ha inizio. 

Guarda la nostra radio-video intervista con Matteo Bocelli:

Matteo Bocelli ha racchiuso la sintesi della serata nel titolo del suo tour A night with Matteo” e qui si capisce l’intimitá che vuole dare al tutto. La voce possente e delicata si alterna con una armonia di violini e un ritmo coinvolgente, si passa da brani lenti a brani con ritmi cosí forti che le persone non possono fare altro che battere le mani e tenere il “Tempo”. 

Sul palco Matteo é a suo agio, dietro a un sorriso magnetico, forse nasconde un pó di sana emozione, ed é giusto che sia cosí, é quell’emozione vera, sincera, che fa emozionare anche noi che rimaniamo ammutoliti davanti a quel ragazzo e alla sua semplicitá e grandezza. 

Non si arriva su quel palco e sui palchi del mondo solo perché ci si chiama Matteo Bocelli, ci si arriva lavorando, seguendo una disciplina rigida proprio per sconfiggere un confronto inevitabile.

Matteo accetta la sfida, non pensa al peso del suo cognome, ma alla sua musica, perché é quello che vuole fare, é quello che ama fare nella sua vita consapevole della pericolositá di un ambiente non sempre perfetto, con alti e bassi ma é il suo ambiente, perché lui é nato nella musica e per la musica, é un dato di fatto. 

Il pubblico é parte attiva di tutto il concerto. Matteo scende dal palco, va incontro alle persone che gli danno regali mentre lui continua a cantare, l’abbraccio di Matteo si fonde con l’abbraccio del pubblico, che si diverte, che lo consacra come Matteo

Le diverse tonalitá delle canzoni e il cantare misto tra inglese e italiano, ascoltare anche delle cover del passato di grandi star, ci fanno capire la profonditá e le doti vocali di questo ragazzo, ma non solo quello che ha armonizzato il tutto é stata la sua  simpatia, con il pubblico. Armonia musicale, e armonia personale, un connubio perfetto che ad ogni brano cantato veniva accolto con una pioggia di applausi e due standing ovation. 

Noi di LondonONE radio lo abbiamo incontrato in hotel poche ore prima del concerto, ci siamo trovati davanti ad un giovane determinato, con idee chiare, semplice, educato, insomma un ragazzo perbene, che ha sempre creduto e continua a credere in quei valori universali, quali l’onestá, l’amicizia, l’amore, la gratitudine e l’umiltá che è la vera forza dei grandi, la stessa che ho avuto modo di carpire quando incontrai e intervistai Ennio Morricone. Quella vera umiltá che ti zavorra a terra e che ti fa ricordare che c’é una grande differenza tra il palco e la realtá.

Potrei stare qui a scrivere per ore sul quello che é successo ieri sera, ma una volta Alda Merini, a casa sua ai Navigli a Milano, mi disse “Caro mio, ho passato una vita ha scrivere le mie emozioni, alla fine ho capito che non é possibile trascriverle tutte, perché le emozioni sono come farfalle, volano, sbattono le ali, ti fanno venire I brividi, e poi quando credi di catturarle se ne vanno, ma non lontano, scendono nel cuore e lì rimangono per sempre, altre solo la musica puó descriverle”.

E forse é vero, certe emozioni non si possono inchiodare sulle parole, ma solo le note possono farle vivere. 

Il tour di Matteo, il suo primo tour, é solo all’inizio. Venerdi sará ad Amsterdam, poi America, Italia, e poi ancora teatri di tutto il mondo. Alla fine la sua musica, il suo stile,  puó piacere o non piacere, ma non si puó dire nulla sulle capacitá artistiche e questo non lo fa un cognome, no! Lo fa solo il carattere, il talento, la determinazione, doti che solo i grandi artisti hanno, e Matteo su quel palco li ha fatti vedere uno dopo l’altro e se alla fine alcune persone erano emozionate con gli occhi lucidi sulle note di Caruso, vuol dire che una parte del lavoro di un artista é compiuto, il resto sono solo emozioni. 

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