La discografia italiana al terzo posto in UE con una crescita del 18.8%

Londra (Redazione) – Il mercato discografico italiano si classifica al terzo posto in UE dopo aver registrato una crescita del 18.8% per un totale di € 440 milioni di fatturato, raggiungendo il migliore risultato di sempre in termini di percentuale con incrementi significativi in tutti i segmenti.

La performance positiva del mercato della musica è registrata anche a livello globale: secondo i dati del Global Music Report di IFPI pubblicati oggi, infatti, l’incremento del mercato discografico internazionale è del 10.2%.

In Italia a trainare il comparto è lo streaming, che ricopre da solo una quota di mercato complessivo pari al 65% e i cui ricavi sono cresciuti del 16.2%, arrivando a più di € 287 milioni per un totale di oltre 6.5 milioni di abbonati premium ai servizi di streaming (+9% rispetto all’anno precedente). In questo scenario sono i ricavi dagli abbonamenti alle piattaforme streaming ad aver guidato il settore: il segmento premium è infatti cresciuto del 18.4%, arrivando a più di € 190 milioni di euro di ricavi, a segnare una decrescita è solo il segmento del download, giù dell’11.8%.

La ricerca IFPI Engaging with Music sottolinea che i consumatori italiani hanno speso 20.9 ore settimanali nell’ascolto musicale e il 60% del tempo impiegato è stato destinato all’ascolto di musica digitale.

Il segmento fisico posiziona l’Italia come l’ottavo mercato a livello mondiale: con ricavi pari a quasi € 62 milioni, segna infatti +14.4% e ricopre una quota di mercato del 14%. A guidare il comparto è l’inossidabile vinile, che cresce del 24.3%, ma si segnala anche una resistenza del cd, su del 3.8%.

In questo ambito ha avuto un ruolo centrale l’impatto del Bonus Cultura 18 app, che ha raccolto € 11 milioni (dato dell’edizione non integrale, poiché aggiornato a dicembre 2023).

La crescita dei ricavi fisici riflette il nuovo approccio strategico del settore, che al di là dello streaming sta diversificando i suoi fattori di crescita tenendo al centro i superfan.

I risultati dei forti investimenti delle etichette, anche grazie al Tax Credit, sono d’altronde evidenti anche nel numero di titoli in grado di superare la fatidica soglia dei 10 milioni di streaming (premium + free): si tratta di ben 793 album nel 2023, + 235 titoli rispetto al 2022.

L’inarrestabile predominio della musica italiana del 2023 si rende evidente anche nelle classifiche annuali di vendita Top of The Music by FIMI/GfK, che hanno fotografato un’importante affermazione del repertorio locale: l’80% degli album in Top 100 sono infatti titoli italiani, un dato che nel 2013 si fermava al 63%.

Anche i diritti connessi, ovvero i ricavi da licenze per l’uso di musica in radio, televisioni, pubblici esercizi, palestre e feste private, sono cresciuti di un importante + 42,6% – con un fatturato di quasi € 73 milioni.

Lo scenario florido del mercato italiano ha permesso di aprire nuove frontiere e opportunità nel panorama musicale, permettendo un’importante avanzata all’estero: nel 2023, infatti, i ricavi dall’export della musica italiana sono cresciuti del 20% (+130% rispetto al 2020), per un totale di entrate da royalties pari a più di € 26 milioni. Inevitabilmente, anche in questo segmento a fare da driver è il digitale, i cui ricavi sono cresciuti dell’11% arrivando a quasi € 21 milioni.

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