
Londra (Rosita Dagh) – Alla Royal Horticultural Halls di Londra, il 30 settembre, il Made in Italy non è stato soltanto un marchio, ma una festa. The Italian Show 2025 ha trasformato la capitale britannica in un teatro di profumi, piatti iconici e storie di ospitalità, dove il pubblico ha potuto assaggiare l’Italia attraverso i suoi interpreti migliori.
Sul palco principale moderato da Ilaria Fratoni, gli chef hanno messo in scena un’Italia capace di innovare senza dimenticare le proprie radici. Carmelo Carnevale, presidente dell’Italian Culinary Consortium, ha aperto con un omaggio al Gorgonzola DOP, dimostrando come un ingrediente tradizionale possa rivestirsi di eleganza contemporanea. Subito dopo, Cristina Bowerman ha parlato di inclusività e creatività, mostrando come la cucina moderna sappia adattarsi a un pubblico internazionale senza perdere identità. È toccato poi a Gennaro Esposito, che ha preso il pomodoro — simbolo di semplicità mediterranea — e lo ha elevato a protagonista di un piatto gourmet.

A ricordare l’importanza della terra e della stagionalità ci hanno pensato i Farmers’ Chefs di Campagna Amica, mentre Filippo La Gattuta, Executive Chef di Big Mamma UK, ha chiuso con un raviolo bicolore: un piccolo esercizio di tecnica che è diventato anche dichiarazione di poetica culinaria.
Ma l’Italia si racconta anche attraverso la pizza, e il Pizza Stage è stato un carosello di stili e identità. Dal rigore sugli ingredienti di Domenico Luongo, alla parabola internazionale del campione del mondo Peppe Cutraro, fino ai sapori dei Campi Flegrei portati da Diego Vitagliano. Davide Civitiello ha affrontato la sfida del senza glutine, Lorenzo Floris ha celebrato la verace napoletana, Roberto Vitale ha sorpreso con la sua pizza fritta a forma di babà, mentre Antonino Stillitano ha profumato l’impasto con il bergamotto calabrese, portando in scena il Sud più autentico.

Accanto agli show di cucina, i Talks moderati da Rosita Dagh – giornalista di London ONE Radio – hanno fatto emergere il lato culturale e strategico del Made in Italy. Dal turismo enogastronomico, con Carmelo Troccoli (Campagna Amica e Terra Nostra) Enrico Soresini (ABTOI) e Micaela Giacobbe (CEO at Journeys), al successo delle catene italiane in UK raccontato da Big Mamma, Berberè e Franco Manca. Un confronto che ha mostrato come la ristorazione italiana sappia conciliare autenticità e modelli scalabili. Altri panel hanno discusso il cibo come ponte culturale tra Italia e Regno Unito, e infine l’ospitalità: con David Foskett, Giorgio Locatelli, Maurizio Fazzari ed Enzo Oliveri, che hanno riflettuto sulle sfide di un settore in trasformazione, tra shortage di lavoratori e nuove forme di accoglienza.

La sensazione, uscendo dall’Italian Show, è che il cibo italiano sia ormai un linguaggio universale. Lo dimostrano i distributori come Carnevale Ltd, i ristoranti come Salvi’s a Manchester, ma anche l’entusiasmo di un pubblico inglese che non si accontenta più di pasta e pizza generiche: vuole conoscere i territori, prenotare viaggi, vivere esperienze autentiche.
The Italian Show 2025 ha ricordato a tutti che il Made in Italy non è solo tradizione, ma un racconto in continua evoluzione. E Londra, con il suo palato cosmopolita, si conferma ancora una volta il palcoscenico perfetto per applaudire questa storia.