Il design italiano: un comparto trainante ed oggi sempre più inclusivo

Londra (Antonella Zangaro) – Dall’Italian Design Day di Londra, il messaggio del mondo manifatturiero: “Non siamo una produzione di nicchia. La nostra platea è vasta e molto consapevole”

L’Italia è il Paese europeo che vanta la maggiore concentrazione di imprese di design; se ne contano complessivamente 36.000 per un comparto che dà impiego a 63.000 lavoratori in grado di generare un valore aggiunto pari a 2.94 miliardi di euro.

I numeri forniti dall’Agenzia ICE di Londra confermano anche che Milano continua ad attestarsi come la capitale indiscussa del design grazie al suo 18% di valore aggiunto ed il 14% di occupazione.

A guidare la domanda per un design che sia anche “eco” sono settori trainanti come l’arredamento, il packaging l’automotive e l’abbigliamento e non a caso, all’alba dell’edizione 2024 del Salone del Mobile di Milano (16-21 aprile 2024), l’Ambasciata Italiana a Londra insieme ad ICE e con l’Istituto di Cultura hanno dato vita all’ottava edizione dell’Italian Design Day promosso dai Ministeri degli Esteri e della Cultura.

Credit: Stefania Rulfi

Tema centrale: “Fabbricare valore – inclusività, innovazione e sostenibilità” uscendo dall’idea che il manifatturiero italiano sia “una produzione di nicchia”; al contrario, ribadendo quanto la platea a cui si rivolge sia assai vasta quanto consapevole.

Giornata clou per celebrare creatività e concretezza declinate all’italiana, è stata il 10 aprile, grazie agli appuntamenti realizzati con il coinvolgimento dell’intera rete diplomatico consolare italiana nel mondo, insieme agli istituti di cultura.

A Londra, l’apertura del IDD si è tenuta presso l’Istituto Marangoni, dove Emilia Terragni, (Associate Publisher presso Phaidon Press), ha incontrato gli studenti internazionali del corso di design per parlare di quello italiano, mentre in serata è stata ospite del Design Museum in conversazione con Sennait Ghebreab, Programme Leader Fashion Business presso l’Istituto Marangoni.

Credit: Stefania Rulfi

L’Italia è definita anche grazie alla sua manifattura di qualità e al suo design dall’estetica che la rende speciale, perchè non omologata, non riconducibile ad un tratto unico, ma sempre capace di farsi amare ovunque nel mondo.

“La manifattura di qualità, il design, è ciò che definisce il mio paese”

Inigo Lambertini – L’Ambasciatore d’Italia a Londra

ha voluto sottolineare l’Ambasciatore italiano a Londra, Inigo, Lambertini all’apertura del panel serale presso il Design Museum di High Street Kensington dove è in corso una mostra dedicata a Enzo Mari.

L’Italia – ha poi proseguito il ragionamento l’ambasciatore – offre una realtà unica nel suo genere, dove designer rinomati in tutto il mondo lavorano fianco a fianco con l’industria che realizza le loro intuizioni. Da un rapporto proficuo di continuo scambio, nascono le idee che rendono grandi le nostre produzioni sui mercati internazionali


L’obiettivo dell’edizione di quest’anno, come ha sottolineato anche Giovanni Sacchi, direttore di agenzia ICE:

È quello di concentrarsi sul processo produttivo. La creazione di oggetti esteticamente bellissimi deve avere anche un alto valore materiale, come risultato di materie prime di qualità e di processi di fabbricazione che uniscano tradizione e artigianalità a innovazione e sostenibilità ambientale”.

Giovanni Sacchi – Dir. Agenzia ICE


Questa la strada tracciata per riaffermare la supremazia di un manifatturiero italiano capace di apporre un valore aggiunto su un oggetto di design che diventa ambìto in tutto il mondo perché racchiude in sé una storia di valori antichi con visioni contemporanee.

“Con questa iniziativa, valorizziamo il Made in Italy nella sua componente essenziale, vale a dire la combinazione fra creatività e processi di alta manifattura che ci regalano oggetti eleganti e di elevata qualità” ha aggiunto l’ambasciatore felice di vedere in platea anche molti giovani studenti, incoraggiati a “portare avanti l’eredità che hanno ricevuto”.

Sul palco, un saluto anche da parte del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura che ha sottolineato come la mostra dedicata ad Enzo Mari sia una “eredità italiana – ha voluto ricordare Francesco Bongarrà – che lasciamo a questo Paese, perchè Mari ci spinge a pensare alle cose sempre in modo diverso; sta a noi poi impegnarci per farle circolare nel mondo”.

L’evento è stato promosso insieme all’Associazione per il Disegno Industriale (ADI), Fondazione ADI – Collezione Compasso D’Oro, Triennale di Milano, Salone del Mobile di Milano, Federlegno Arredo, Fondazione Altagamma e Confindustria.

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