
Londra: Si chiama “Funny Little Fears” – quelle piccole paure goffe, che sanno ridere anche mentre fanno male – il disco che segna il vero battesimo da solista di Damiano David, dopo mesi di anticipazioni e fermento. Uscirà venerdì 16 maggio in tutto il mondo e raccoglie 14 tracce in inglese, pensate con lo sguardo puntato lontano, ma con il cuore infilato dentro ogni parola.
Un lavoro dal respiro internazionale, certo, ma costruito su un’esplorazione intima, sincera, persino vulnerabile. Lo ha raccontato lui stesso durante la presentazione romana:
“Questo album è il mio modo di spogliarmi, di dire cose che ho sempre taciuto per paura di farmi vedere davvero. Mi sono sempre nascosto dietro un’armatura, ora l’ho demolita. Oggi so chi sono, e ho meno timore di mostrarlo”.

Finora sono usciti quattro singoli: “Silverlines”, “Born with a Broken Heart”, “Next Summer” e “Voices”. Con il debutto dell’album, arriverà anche il quinto brano in radio: “Zombie Lady”.
Nel disco si attraversano tante sfumature del pop: da momenti profondi e confessionali (come “Bruise”, impreziosita dalla voce di Suki Waterhouse) a brani più brillanti e ritmati, incursioni nel rock viscerale (“Mars”), pennellate retrò dal gusto anni ’50 (“Tangerine”, con D4vd), fino a tracce dall’anima più cantautorale (“Solitude”).
A incorniciare questo viaggio sonoro, anche un corto cinematografico, girato tra i fiori e la sabbia del Joshua Tree National Park, luogo mitico e magnetico che ha ospitato Damiano e il suo team di autori per una settimana di scrittura immersiva. È lì che molte delle canzoni hanno preso vita, come se il paesaggio gli avesse dato le parole.
Il titolo, “Funny Little Fears”, è arrivato solo alla fine, come rivelazione:
“Quelle paure che mi bloccavano, che mi stringevano il petto, le ho trasformate in qualcosa di bello, che oggi posso condividere con gli altri”, ha detto.
Questo disco è stato, per lui, una seduta di psicanalisi in musica:
“Mi sentivo fuori posto, irrisolto. Come se stessi leggendo me stesso con un codice sbagliato. Attraverso queste canzoni ho fatto chiarezza. Quelle paure, una volta affrontate, erano il nodo di tutto. Scioglierle è stato terapeutico”.