
Londra (Rosita Dagh) – Il Fringe Festival di Edimburgo ha visto emergere, tra migliaia di spettacoli, la voce unica di Miriam Cappa, autrice e interprete di Home Sweet Home, un monologo tragicomico che conquista il pubblico con la sua ironia sulla la crisi abitativa.
Nato dall’esperienza personale di Miriam a Roma, teatro dell’assurda impresa di trovare una casa tra affitti astronomici e proposte al limite del surreale, lo spettacolo si snoda attraverso sketch che raccontano incontri con proprietari, agenzie immobiliari e stanze che sarebbero ridicolmente inadatte a definire “abitazioni” — ma rappresentano la realtà di molti.
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A Edimburgo, Home Sweet Home ha risuonato con forza in un pubblico che si ritrova nei dilemmi universali dell’abitare: giovani e adulti, inglesi e non solo, che vivono in città come Londra o la stessa Edimburgo dove affittare è una missione disperata, le case disponibili sono minuscole e carissime, e spesso privano della dignità. Cappa, con lucidità e sguardo tragico-comico, trasforma l’ordinario in una scena tragica ma irresistibilmente vera, affermandosi come rappresentante autentica delle generazioni precarie e sfrante.
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