FIMI: Sanremo vale l’1,8% degli stream annuali in Italia

Londra (Redazione) – Anche nel 2026 il Festival di Sanremo si conferma non solo come evento televisivo di punta, ma soprattutto come snodo strategico per l’intera industria musicale italiana. È quanto emerge dal nuovo Report FIMI 2026 sull’impatto della kermesse sul mercato discografico nazionale, che fotografa un sistema in cui le case discografiche continuano a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo artistico ed economico del settore.

Secondo il rapporto, il cuore del cosiddetto “modello Sanremo” resta infatti la discografia, principale investitore nella scoperta e nella crescita degli artisti. Un dato che si inserisce in un contesto globale dove l’industria musicale investe ogni anno circa 7,5 miliardi di euro in attività di A&R e marketing, confermando la rilevanza strategica di queste voci per l’intero comparto.

I numeri dell’ecosistema digitale rafforzano ulteriormente questa tesi. La settimana successiva al Festival rappresenta tradizionalmente uno dei picchi annuali di consumo musicale: rispetto al 2020 si registra un incremento del 154% negli ascolti, segnale di una capacità consolidata da parte delle etichette di trasformare l’attenzione mediatica in fruizione stabile di contenuti musicali.

In un mercato che nel 2025 ha sfiorato i 100 miliardi di stream complessivi, le canzoni presentate sul palco dell’Ariston hanno inciso per l’1,8% del totale annuale. Ancora più significativo il dato relativo alla permanenza in classifica: il 65,5% dei brani sanremesi è riuscito a entrare nella Top 100 Singoli dell’anno e, negli ultimi quattro anni, il repertorio del Festival è rimasto mediamente in classifica per oltre 18 settimane. Un risultato che, secondo FIMI, riflette strategie di sviluppo artistico e promozionale sempre più strutturate.

L’impatto si misura anche sul fronte delle certificazioni. Tra il 2015 e il 2025 i brani provenienti da Sanremo hanno superato complessivamente i 24,5 milioni di copie certificate, conquistando 241 dischi di platino e 48 dischi d’oro. Numeri che testimoniano una continuità di successo ben oltre la settimana della manifestazione.

Nel solo 2025 i brani sanremesi hanno rappresentato il 4,6% dei passaggi radiofonici complessivi sulle principali emittenti italiane.

Il quadro delineato dal Report FIMI 2026 conferma dunque una tendenza chiara: senza l’investimento strutturale della discografia difficilmente esisterebbe un ecosistema musicale in grado di produrre valore culturale ed economico su larga scala. Sanremo continua a essere una vetrina fondamentale, ma sono le strategie di lungo periodo delle etichette a determinare la reale longevità dei successi e a disegnare il futuro della musica italiana.

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