Eurovision: Tanto show poche le vere canzoni da ricordare, la musica in secondo piano

London ONE radio Eurovision: Tanto show poche le vere canzoni da ricordare, la musica in secondo piano

Londra ( P.B.O) Parto con il dire che Angelina Mango ( arrivata settima) é stata tra le esibizioni e le canzoni piú belle dell’Eurovision, e non lo dico da italiano, ma da persona che é stata presente li e ha ascoltato molte volte tutti i brani.

Angelina, la rivedremo presto su quel palco, é giovane ed é riuscita in meno di un anno a conquiestare prima Sanremo e dopo il palco dell’Eurovision Song Contest.

Ha conquistato quel palco internazinale, con la sua bravura, determinazione e la sua leggereza, che aiuta sempre, ragalandoci una esibizione molto bella apprezzata da tutti, dal pubblico internazionale, fino ai critici musicali piú “critici” del mondo, quindi al’ di la del risultato, successo e vittoria tra la gente c’e’ stata.

Ma permettetemi una riflessione a freddo: Essendo una competizione musicale, dovrebbero esserci canzoni degne di tale competizione, e su quella di Angelina non si discute.

In questa edizione, per essere onesti, abbiamo sentito pochi, se non pochissimi, brani memorabili.

Slimane, il francese arrivato terzo, é stato un’altro che sicuramente ha fatto bene sia musica che show, il suo brano é giá un tormentone in tutto il mondo.

Olly Alexander dall’Inghilterra forse meritava di più, non é stato capito, anche se devo dire che l’UK, in queste ultime esibizioni ( tolpo Sam Ryder) non ha fatto mai un granché all’Eurovison, anzi ha sempre fatto brutte figure, ed é assudo, per una nazione come la GB dove in ogni classifica mondiale, hanno i loro artisti sempre nei primi posti.

Olly Alexander

Gli spagnoli Nebulossa evocano fortemente l’estate e le spiagge, il brano convince molto le radio dove sicuramente trova uno lo spazio migliore.

Ma quello che ho sentito, é abbastanza monotono, se proviamo ad ascoltare le canzoni, togliendo lo show, ci accorgiano che non rimane nulla,.

L’irlandese Bambie, tanto acclamata dal pubblico, e discutibile dal testo alla performance, doveva essere in un concerto satanico rock, piú che su di un palco della musica internazionale, con un chiaro messaggio al satanismo.

Ascoltando la versione con orchestra di NEMO il vincitore dell’Eurovision 2024 ad esempio, la trovo molto piú interessante che vista sul palco

Se una canzone é bella, la musica bella, supportata da un buon testo, non ha bisogno di altro, non ha bisongno di troppa scena, o effetti, perché é giá tutto li dentro la canzone, anche se lo show é bello da vedere, ma allora quelli sono musical, teatro, é altro non un festival della musica.

Gli estoni 5MIINUST x Puuluup troppo sonokitsch.

Quindi, dal punto di vista musicale, l’Eurovision non brilla, andrebbe rivisitato e riportare al centro la canzone la musica, e non effetti di luce o fuoco, o scenografie spesso imbarazzanti.

Nonostante i buoni ascolti (con uno share del 36% e 5 milioni e 340mila telespettatori su Raiuno), questo spettacolo non è attraente per la qualità della musica, e questa non è una novità.

A parte poche eccezioni, non c’è mai stata una vera innovazione.

Un tempo era principalmente folcloristico, ora è tutto tranne che musicale.

Attenzione a far finire questa vetrina musicale in un loop di ripetizioni o, ancor peggio, che diventi ogni anno, una piattaforma per messaggi o rivendicazioni, più o meno condivisibili, che però dovrebbero essere supportati da strutture musicali, non da semplici discorsi a fine delle canzoni, per ottenere quel voto in piú.

Sicuramente una selezione più accurata delle canzoni che rappresentano ciascun Paese e, nel complesso, dell’intera scena musicale continentale, potrebbe essere l’inizio di un cambiamento.

l’irlandese Bambie,

Inoltre, lo spostamento dell’attenzione dalla performance musicale a tutto il resto ha portato a un aumento dell’interesse per questioni politiche o di attualità drammatica.

Come con la Russia esclusa dall’Eurovision, non sono mancate le polemiche per l’adesione si Isdraele, con le proteste contro l’israeliana Eden Golan, costretta ad evitare apparizioni pubbliche e circondata da guardie del corpo, penalizzando la sua esibizione per preconcetti.

Sono convinto che pochi ( quelli addetti ai lavori come noi giornalisti ) nessuno a letto il testo, nessuno si é concentrato sulla musica, ma solo a vendere quel brano e l’esibizione un fatto politico.

E se un’ambientalista come Greta Thunberg contesta una cantante israeliana a un festival musicale, forse si è perso di vista lo spirito originario dell’Eurovision.

Non possiamo scrivere o dire che lo slogan era, Uniti per la Musica é da ipocriti lo sanno tutti, se poi la musica non unisce ma divede, o non viene ascoltata, ma solo guardata, e si usa il pretesto dell’Eurovision per fatti politici e sopratto di guardagno soltanto.

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