Eurovision 2026, Israele nel mirino: l’EBU blocca gli spot “votateci 10 volte”

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Vienna (Phil.B.O) L’Eurovision 2026 continua a far discutere. Dopo le polemiche sulla presenza di Israele — che hanno spinto ben cinque Paesi, tra cui Spagna e Paesi Bassi, a ritirarsi dalla gara — ora scoppia un nuovo caso legato alla promozione del brano israeliano.

Negli ultimi mesi l’EBU aveva già cambiato diverse regole: tornano le giurie nelle semifinali, scendono da 20 a 10 i voti per spettatore e vengono limitate le campagne pubblicitarie troppo aggressive.

Ma proprio Israele è finito al centro delle critiche per una nuova maxi campagna online: spot diffusi in 12 lingue, italiano compreso, per invitare il pubblico a votare il cantante Noam Bettan e il brano “Michelle” nella semifinale del 12 maggio.

Secondo i media svedesi, i video sarebbero stati inviati anche ai capi delegazione dei Paesi in gara. L’EBU è intervenuta subito chiedendo la rimozione degli spot, perché invitavano esplicitamente a votare “dieci volte” lo stesso artista, pratica vietata dal regolamento.

Il direttore dell’Eurovision Martin Green ha parlato di “violazione dello spirito della competizione”, mentre la tv pubblica israeliana KAN si difende sostenendo che la promozione fosse un’iniziativa autonoma del team dell’artista e non una campagna politica o finanziata da terzi.

Intanto, tra polemiche, regolamenti e proteste, l’Eurovision rischia di far parlare più per il caos dietro le quinte che per la musica dei suoi 70 anni di storia.

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