
Basilea (P.B.O) Eurovision 2025: una seconda semifinale tra scintille pop, sorprese folk e momenti di pura magia
Basilea, 15 maggio 2025 – di un inviato speciale
Nel cuore svizzero di Basilea, dove le acque del Reno si fondono come note su uno spartito, si è svolta la seconda semifinale dell’Eurovision Song Contest 2025, e sì: è stata una serata da ricordare.
Tra coreografie da videoclip spaziali e ballate acustiche che sembravano sussurrate dalla luna, 16 Paesi si sono sfidati a suon di voci, luci e simbolismi. In palio: 10 preziosissimi pass per la finale di sabato, dove si riuniranno i finalisti della prima semifinale, i Big Five e la nazione ospitante, la Svizzera.
Al termine della serata, 10 Paesi sono stati annunciati finalisti, :
Lituania
Istraele
Armenia
Danimarca
Austria
Lussemburgo
Fillandia
Lituania
Malta
Grecia
Assente dalla semifinale, in quanto già qualificata tra i Big Five, l’Italia sarà in finale sabato con Lucio Corsi, che ha già conquistato curiosi e appassionati con la sua fiaba musicale sottotitolata e quella fisarmonica “fuorilegge” che ha fatto parlare tutta Europa.
La serata si è aperta con l’Irlanda, che ha subito puntato sulla nostalgia anni ’90 remixata in chiave hyperpop. A seguire, la Lettonia ha conquistato il pubblico con un brano elettro-folk accompagnato da un incredibile visual a base di foreste animate e cervi digitali.
Ma il primo vero boato è arrivato con la performance di Israele, tra luci strobo e una voce che sembrava esplodere come fuochi d’artificio sotto pelle.
Il Portogallo, applaudito anche da Lucio Corsi nei giorni scorsi per la loro “affinità artistica”, ha portato una struggente canzone in stile fado futurista, condita da un’interpretazione teatrale che ha commosso il pubblico.
E poi ancora:
Tra le performance, spicca l’Ucraina, che ha fuso canto tradizionale con pulsazioni techno in una scenografia fatta di specchi e luce liquida. Ovazione anche per la Norvegia, con un brano in lingua sami accompagnato da danza contemporanea nel fumo bianco.
La Romania ha puntato tutto sull’effetto sorpresa: partenza da piano e voce, finale con body percussion su un tappeto di sabbia vera sparsa sul palco.
Nel cuore della serata, un momento sospeso: il toccante omaggio a Toto Cutugno, vincitore dell’edizione 1990 con Insieme: 1992. Le sue parole, che immaginavano un’Europa unita, oggi risuonano come un’eredità morale.
Sandra Studer, conduttrice della serata e cantante all’Eurovision nel 1991, ha introdotto l’omaggio in italiano, regalando un momento denso di nostalgia e classe. “La sua musica – ha detto – ha unito le persone, proprio come questo Festival.”
La seconda semifinale di Eurovision 2025 ha confermato una verità eterna: il concorso non è solo una gara. È uno specchio colorato del nostro continente, dove ogni canzone è una lingua, un desiderio, una bandiera di luce.