
Vienna (P.B.O) – Vince l’Eurovision song contest la Bulgaria seguita da Israele e Romania mentre l’Italia al quinto posto. Sì conclude cosi, la settantesima edizione, una grande edizione della musica internazionale.
Quando ci rimane la nostalgia di una settimana lunga con sole 4 ore di sonno a notte, oltre 100 servizi su 160 registrazioni video, vuol dire che il lavoro è stato ripagato da molte soddisfazioni e ricordi.
Le canzoni sono state tutte stupende a livello mondiale. Tutte anche quelle che non sono andate in finale.
L’italia al quinto posto è stata comunque una vittoria: Sal con la sua umiltà ha conquistato tutti, non si è mai risparmiato un sorriso, un’ intervista, uno sguardo, con la sua eleganza di chi ha fatto una gavetta dignitosa e che è arrivato sul palco più importante del mondo. E in merito ai numeri d’ascolto: è l’unico sopra i 20 milioni di streaming.
Tra luci al neon, cori in venticinque lingue e una Wiener Stadthalle trasformata in un pianeta parallelo, l’ultima notte dell’Eurovision Song Contest 2026 ha chiuso una settimana che più che un festival è sembrata una lunga dichiarazione d’amore alla musica europea.
E come sempre, l’Eurovision ha saputo essere molto più di una gara musicale. Sul palco si sono alternati pop elettronico, ballate orchestrali, folk reinventato e provocazioni artistiche. Tra gli artisti più applauditi della settimana anche l’australiana Delta Goodrem, considerata una delle favorite della vigilia, e il greco Akylas, che ha portato un elettropop dal forte messaggio sociale.
Non sono mancate nemmeno le polemiche. L’edizione 2026 è stata attraversata da tensioni politiche e manifestazioni legate alla partecipazione di Israele, con proteste nelle strade di Vienna poche ore prima della finale. Un contrasto forte, quasi inevitabile, che ha ricordato ancora una volta come l’Eurovision sia anche uno specchio del clima culturale e geopolitico europeo.
Eppure, al netto delle controversie, la musica è rimasta il cuore pulsante della manifestazione. Nei corridoi della Stadthalle si mescolavano lingue diverse, abbracci tra delegazioni rivali e fan con le bandiere cucite addosso come mantelli. È questa la magia ostinata dell’Eurovision: trasformare per una settimana l’Europa in un gigantesco jukebox emotivo.