16 Aprile,IIC Londra: una serata su Giovanni Battista Belzoni, l’italiano che ha fatto grande il British Museum

Londra ( P.B.O) Il 16 aprile all’istituto italiano di cultura di Londra ci sará un’importnate evento sull’italiano Giovanni Belzoni, figura importantissima dell’archeologia e delll’esplorazine.

Sará Marco Zatterin, noto, giornalista e scrittore, vicedirettore de La Stampa, che da un quarto di secolo studia Belzoni ad accompagnarci in questo straordinario viaggio nella vita di Bezoni, noto anche agli inglesi, per avver arricchito le collezioni del del British Museum di Londra con preziosi reperti provenienti dalle terre del Nilo.

Marco Zatterin, noto, giornalista e scrittore, vicedirettore de La Stampa
Marco Zatterin, noto, giornalista e scrittore, vicedirettore de La Stampa a LondonONEradio

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Chi era Giovanni Battista Belzoni?

Nel vasto panorama dei grandi esploratori e archeologi del XIX secolo, pochi nomi risplendono con la stessa intensità di quello di Giovanni Battista Belzoni.

Quest’uomo d’ingegno, nato a Padova nel 1778, è diventato una figura iconica nel mondo dell’archeologia per le sue straordinarie imprese nell’esplorazione e nel recupero di antichi tesori egizi.

Tra le sue gesta più celebri, spicca il suo ruolo cruciale nell’arricchire le collezioni del British Museum di Londra con preziosi reperti provenienti dalle terre del Nilo.

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Belzoni, all’inizio della sua vita, non sembrava destinato a diventare un famoso esploratore. Dopo aver intrapreso una carriera di ingegnere idraulico e costruttore di teatri in Italia, decise di dedicarsi all’avventura, spinto dalla sua passione per l’antichità e il mistero dell’Egitto.

Il suo primo grande successo avvenne nel 1815, quando ottenne il permesso dal console britannico in Egitto di condurre scavi nella regione di Tebe.

Lì, Belzoni scoprì la tomba di Seti I, uno dei più grandi faraoni del Nuovo Regno, contenente incredibili affreschi e artefatti. Questa straordinaria scoperta lo rese famoso in tutta Europa.

Ma forse il contributo più significativo di Belzoni al mondo dell’archeologia fu il suo lavoro nell’acquisizione di monumenti antichi per il British Museum.

Nel 1816, Belzoni ottenne il permesso dal Pascià di Egitto per rimuovere il celebre busto di Ramsete II, noto come il “Young Memnon”, dalle rovine del tempio di Ramesseum a Tebe.

Il colosso di pietra, che pesava oltre sette tonnellate, fu trasportato lungo il Nilo fino ad Alessandria d’Egitto, e da lì imbarcato su una nave diretta in Inghilterra. Il suo arrivo a Londra nel 1818 fu un evento epocale, suscitando grande curiosità e ammirazione.

Il “Young Memnon” divenne una delle principali attrazioni del British Museum e contribuì a consolidare la reputazione della collezione come uno dei più importanti centri di studi archeologici al mondo.

Belzoni continuò le sue imprese audaci, esplorando antichi templi e tombe in Egitto e in altre regioni del Medio Oriente. Anche se la sua vita fu segnata da difficoltà e tragedie personali, il suo leggendario coraggio e la sua determinazione hanno ispirato generazioni di archeologi successivi.

Oggi, il nome di Giovanni Battista Belzoni risuona ancora nei corridoi del British Museum e nei cuori degli appassionati di storia antica. Il suo lavoro pionieristico ha contribuito in modo significativo alla comprensione e alla conservazione del ricco patrimonio dell’umanità, rendendo indelebile il suo contributo alla storia dell’archeologia e dell’esplorazione.

Marco Zatterin, giornalista e scrittore. Vicedirettore de La Stampa. Da un quarto di secolo studia Belzoni sul quale ha pubblicato: Il Gigante del Nilo (Mondadori 2000, Il Mulino 2008, Osca Storia 2019) e “Gli amici geniali” (L’Erma di Bretschneider, con Silvia Einaudi). Ha curato l’edizione italiana del diario di viaggio di Sarah Belzoni (L’Erma di Bretschneider, 2020).

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